05 Agosto 2020

Tra mito e storia i Templari rivivono nel borgo medievale di Caggiano

14-02-2020 17:36 - Notizie
La loro antica 'mansio' si trova sul colle di S. Agata di Caggiano, in provincia di Salerno, una costruzione risalente al XIII° secolo che al suo interno ospita una chiesa a navata unica dedicata a appunto a Sant'Agata. Ma tracce dei Cavalieri Templari a Caggiano, suggestivo borgo medievale incastonato nel più ampio territorio del Vallo di Diano, a pochi chilometri dal Parco Nazionale del Cilento, se ne trovano un po' ovunque, così come non è raro passeggiare per i vicoli di questo borgo e sentirsi all'improvviso come in compagnia di qualcuno che non c'è. In passato, infatti, furono proprio i Templari a vegliare lungo sulla città e sui pellegrini in transito verso la Terra Santa. Oggi la vita e la missione di guardia alla città da parte di questi Cavalieri è rappresentata nella mostra fotografica permanente 'I Templari guardano Caggiano' realizzata da 'I Fotografi Ambulanti' (Annarita Contu e Piero Fadda) e dal fotografo Maurizo Valoppi.

Inaugurata il 14 dicembre scorso al Castello Normanno del Guiscardo, la mostra fotografica si inserisce nel più ampio progetto 'Rivivere la storia dei Cavalieri Templari nel Borgo Medioevale di Caggiano' promosso dal Comune di Caggiano in collaborazione con l'Associazione Culturale ItinerArte, Regione Campania, Provincia di Salerno e Comitato Matera Capitale europea della cultura 2019. Durante tutto il 2015, infatti, si sovlgeranno una serie di eventi ed iniziative finalizzate alla promozione del turismo culturale ed alla valorizzazione dei prodotti dell'agro alimentare salernitano e dell'artigianato artistico. Ed eccoli i quindici pannelli 60x90 scelti da 150 scatti e rappresentativi dei siti più evocativi della città vista e "guardata" dai fantasmi dei Templari che ancora aleggiano in quei luoghi. Un'atmosfera antica, dunque, tra spade, elmi e scudi mai cancellata e che torna a rivivere nelle fotografie de 'I Fotografi Ambulanti' e di Maurizo Valoppi. Per cercare di capire un po' come è nato questo progetto, abbiamo sentito la fotografa Annarita Contu de 'I fotografi Ambulanti':

Come è nata l'idea di una mostra sui Cavalieri Templari?
"Lo scorso agosto siamo stati contattati dall'amministrazione comunale che stava appunto pensando di realizzare una serie di iniziative che si svolgeranno durante l'intero anno prossimo legate alla figura dei Cavalieri Templari a Caggiano con l'obiettivo di un rilancio turistico. In questa cittadina fonti storiche e d'archivio testimoniano il loro passaggio in tempi antichi. Sono seguite poi molte ricerche d'archivio e diversi sopraluoghi nei siti storici per cercare di ricostruire una sorta di 'vita' vissuta dai Templari. Dopodiché io, Piero Fadda e Maurizio Valoppi abbiamo iniziato a realizzare lo shooting fotografico di due giorni durante i quali abbiamo ritratto i luoghi di Caggiano affiancati dal gruppo di rievocazione e ricerca storica 'Compagnia dei Tre Leoni' di Napoli. Tutti i membri erano vestiti con i costumi dell'epoca templare, con tanto di spade, scudi e tanti altri oggetti, e si sono prestati a posare come fantasmi che tornano nella terra dove sono vissuti".

Con quale tecnica fotografica avete realizzato queste immagini e perché?
"In realtà ne abbiamo utilizzate due: in una abbiamo scelto un tempo di esposizione molto lungo ed utilizzato cavalletto, in questo modo le figure potevano muoversi ma allo scatto lasciavano una sorta scia o alone etereo che poi si vede nella fotografia. L'altra tecnica utilizzata è quella della sovrapposizione di più foto dello stesso luogo con i soggetti che appaiono in punti diversi. Ciò che viene fuori attraverso il montaggio è quello di figure 'fantasmiche' su panorami fissi. L'obiettivo è quello di far vedere al pubblico che la città esiste e che non si tratta di una rievocazione storica. I templari esistono, aleggiano su Caggiano come a proteggerla e sono presenti ancora oggi come energia".

Come sono stati scelti i luoghi storici di Caggiano in cui realizzare lo shooting?
"L'obiettivo di questa mostra è il rilancio turistico della città di Caggiano attraverso i luoghi storici dei Templari, per cui durante le nostre visite l'amministrazione comunale ci ha suggerito una serie di siti di interesse da vedere. Visitati noi per primi tutti i punti suggeriti, per lo shooting abbiamo poi scelto quelli suggestivi da visitare per i turisti e che più di altri ci hanno dato delle emozioni".

C'è stato qualche luogo in particolare che vi ha emozionato nello scatto più di altri?
"Sì due: la Chiesa Madre del S.S. Salvatore in centro storico a Caggiano che la Curia ha lasciato in lascito gestionale al Comune. Attualmente tutti gli affreschi della chiesa sono stati tolti ed esposti al Castello Normanno del Guiscardo. Questo per proteggerli e preservarli. L'interno invece sta lentamente implodendo. Nella navata, per terra e nelle nicchie ci sono arredi sacri e oggetti di valore che sono lì non per incuria del Comune bensì in attesa di fondi per proseguire i lavori interrotti dopo la prima messa in sicurezza della chiesa stessa. Ecco, questo è stato uno dei luoghi dove abbiamo scattato di più. L'altra location che ci ha emozionati è stata la chiesa di Santa Venere del XII secolo, all'esterno della quale sembra essere stata trovata un'intera armatura ritrovata, anche se non essendoci reperti fisici è considerata quasi una leggenda del paese. Ecco, la struttura di questo edificio che ci ha davvero colpiti perché non ha il tetto, è su una collina con intorno una paesaggio naturale suggestivo di ampissimo respiro. Un insieme di cose danno proprio l'impressione di un'energia di ritorno".

Le fotografie in mostra raccontano la vita dei Cavalieri Templari, dunque il pubblico li vedrà fare cosa?
"I visitatori vedranno i Templari guardare e fare la guardia a questa città, come dice poi il titolo della mostra 'I Templari guardano Caggiano', perché questi cavalieri continuano a svolgere ancora oggi la loro attività aggirandosi tra i luoghi e gli abitanti di questa città".

Puoi raccontarci, se c'è, un aneddoto curioso che vi è capitato durante gli scatti?
"In realtà ci è capitata una cosa strana: tutti e tre abbiamo scattato la stessa foto, nello stesso luogo, la chiesa di Santa Maria dei Greci, pur non avendone minimamente parlato prima. Certo la persona ritratta è diversa, ma il risultato è un Templare molto arrabbiato nell'espressione: ad esempio io ho ritratto un prete che alza le mani al cielo come a dire 'ma che succede', Piero Fadda ha ritratto un templare in tenuta d'assalto che si lancia verso qualcosa e Maurizio Valoppi più o meno la stessa foto con un cavaliere che scatta in attacco con la spada davanti. Come a dire, i Templari sono ancora oggi a guardia di Caggiano".

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